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14 luglio 2004 :: Corriere della Sera
"L'annuncio in diretta? Ha fatto benissimo"

Sulla prima pagina del Corriere della Sera di ieri, Giovanni Raboni si chiedeva quale fosse il significato della difficile scelta di Giovanni Paolo II: dare l'annuncio in diretta della propria malattia. E sulla "malattia in diretta" ieri l'agenzia Adnrkonos ha raccolto i pareri di intellettuali e politici. Eccone alcuni. Massimo Cacciari (docente di Filosofia all'università di Venezia): "Un annuncio spettacolare? Non scherziamo, più semplicemente anche il Papa deve rendere ossequio ai mezzi di comunicazione. Come ogni potente della terra, deve informare in tempi reali il suo pubblico". Vittorio Messori (scrittore cattolico, autore del bestseller Ipotesi su Gesù): "Ha fatto bene ad annunciare che si sarebbe ricoverato, perchè fa parte del taglio familiare che ha impresso al suo pontificato. Ha fatto di tutto pur di togliere alla figura del Papa l'aurea sacrale e renderla più vicina alla gente: non ha nascosto di andare a sciare e di essersi fatto costruire una piscina a Castelgandolfo. E ora ha annunciato di essere malato, volendo andare così al di là degli asettici comunicati burocratici". Cardinale Silvio Oddi, ex prefetto della Congregazione per il Clero. "Conoscendo il Santo Padre e il suo carattere molto schietto e franco, l'annuncio del ricovero fatto all'Angelus in piazza San Pietro, non mi ha sorpreso affatto. Questo Pontefice infatti è una persona che non ama avere segreti, che agisce apertamente. Tutto è coerente". Andrea Barbato (giornalista): "L'annuncio del Papa non è un gesto spettacolare, né un atto di vanità. Giovanni Paolo II non ha più bisogno di gesti spettacolari per attirare l'attenzione su di sé. Sarebbe stato ben più allarmante un arrivo del Papa in gran segreto al Gemelli. Rimproveriamo spesso alla Chiesa di non essere trasparente, una volta che lo è battiamo le mani". Giovanni Bianchi (presidente delle ACLI): "Non mi stupisce che il Papa abbia dato in pubblico la notizia delle proprie cattive condizioni di salute. È un gesto che ci si aspetta da un uomo che non ha mai avuto paura di collocarsi al di fuori dei rigidi schemi del protocollo. Papa Wojtyla sa ben gestire la propria immagine e dà sempre prova di inusuale franchezza in tutto quello che fa. Dare al mondo la notizia del proprio male, sottolineando così la propria corporeità, rientra nelle sue abitudini di comportamento". Carlo Bo (senatore a vita e rettore dell'università di Urbino): "Si tratta di un atto di grande umanità e semplicità, che apparentemente si stacca dalla tradizione della Chiesa che sulle malattie papali aveva sempre preferito il silenzio. Mi auguro che i mezzi di informazione non distorcano questo annuncio così confidenziale per drammatizzarlo e spettacolarizzarlo. Il Papa è malato e ha chiesto preghiere così come potrebbe fare qualsiasi persona".

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