Bisogno di spiritualità. Sembrerebbe questa la tendenza guardando la tv. Stasera e mercoledì (20.50, Raiuno) vanno in onda le due puntate di «Salomone», ottavo episodio della Bibbia televisiva, con Ben Cross (Salomone), Maria Grazia Cucinotta (Abisag). Pochi giorni fa è stata la volta delle fiction Fatima, Don Milani, Un prete tra noi; il 24 dicembre in prima serata andrà in onda su Raiuno Inchiesta sul ragazzo Gesù di Biagi; su Raitre la fiction Miriam. Ipotesi su Dio, un'immaginaria intervista alla Madonna -su un'idea di Vittorio Messori- seguita da un dibattito condotto da Lorenza Foschini; il 5 gennaio su Canale 5 Il quarto re, ovvero il quarto dei Re Magi. E dall'11 gennaio Raiuno trasmetterà, in replica, i sei episodi della Bibbia, mentre sono già in preparazione Geremia, e la vita di Gesù. Tutti i film-tv si sono avvalsi della consulenza di esperti biblisti. Tra questi, monsignor Marco Frisina, che racconta: «Un boom di film religiosi? È la sfera spirituale che si vendica e dice: io esisto. Quando andò in onda il primo episodio, Abramo, ci ridevano dietro. Oggi gridano al successo. È necessario tornare a parlare di spiritualità, anche a costo di esiti infelici. Per tanto tempo Dio è rimasto fuori dalla storia. Non è un caso che stia per nascere il Festival del cinema spirituale». Un altro «consulente», don Gian Mario Pagano, commenta: «L'industria del cinema e della tv ha sempre saputo che la religione funziona. Perché gridare allo scandalo? Certo, il rischio è che il filone sia sfruttato fino all'overdose». Non è sospetta questa concentrazione attorno a Natale? «Anche le chiese si riempiono a Natale e Pasqua. Ma questo è colpa solo della nostra pigrizia». Restare fedeli al testo o modificarlo per adattarlo al linguaggio televisivo? «Sì, il testo sacro rischia di diventare telenovela, ma se non si fa così, la Bibbia resta sugli scaffali. La "volgarizzazione" resta una cosa giusta». Aggiunge monsignor Frisina: «La difficoltà sta nel render e visibile il soprannaturale. Ma ci siamo riusciti». Anche Messori ritiene che ci sia una forte domanda di spiritualità: «Quando scrissi Ipotesi su Gesù ('76) mi guardavano come un alieno. Oggi devo difendermi dalle richieste. Se la tv può diventare luogo di catechesi? Diciamo che può contribuire a creare un clima, una curiosità». E il giovanissimo Nicolò Bongiorno, figlio di Mike (la famiglia ha fondato la Bongiorno production), rivela: «Per Raiuno stiamo realizzando Gerusalemme, un viaggio nella città delle tre grandi religioni monoteiste, e attendiamo l'ok di Raidue per un documentario nel Vaticano di oggi». E il boom come lo spiega? «Il Giubileo ha creato molta attenzione. Si sente la paura del nuovo millennio»
