Vittorio Messori propone qui un bilancio del suo lungo lavoro di cronista, quasi di investigatore, sulle tracce di un Dio che sembra giocare con gli uomini a rimpiattino. (...) Ora, questa nuova tappa, nata anch'essa da molti anni di lavoro nella quale l'autore scrive: "Ritorno, cocciuto, a porre le domande più semplici e fondamentali, quelle sulle quali la fede sta o cade. Vi torno per dare relazione non di un confronto con i libri, ma dell'incontro con persone vive... Ho tentato di praticare quello che teologi e tecnici chiamano "carottaggio", affondando colpi nel terreno della fede e dell'incredulità, usando di quella sonda di cui dispone il giornalista: le interviste che si legano tra di loro in inchiesta. Ha interrogato sia chi delle parole di Gesù ha fatto motivo di vita e di speranza; sia chi -con sollievo, con sfida o con rassegnazione- ho visto scuotere il capo: "C'era una volta il cristianesimo. Ma ora...".
Forse tutte le domande dell'uomo d'oggi sul "si" e sulla "no" al Cristo, trovano qui una molteplicità di risposte. Incalzando i suoi interlocutori, l'intervistatore si è proposto di capire bene, di rispettare ogni punto di vista, ma non di vietarsi quella replica, quell'assenso o quel dissenso che devono contrassegnare ogni dialogo autentico. In quel linguaggio chiaro che lettori di Messori conoscono, c'è qui un test significativo sul cristianesimo attuale, visto da filosofi ed eremiti, da scrittori e biblisti, da archeologi e mistici, da storici ed scienziati, da teologi ed giornalisti, da suore e da cardinali.































