"..Messori non è nato cattolico. La famiglia e la scuola ne avevano fatto un anticlericale e un razionalista della dura scuola torinese. Poi, nell'estate del 1964, accade Qualcosa di imprevedibile: un incontro con il Vangelo -al quale dedicherà gli studi di una vita- che, come a forza, lo "converte". Una storia insolita, in fondo drammatica, che Messori descrive per la prima volta in questo dialogo con il collega Andrea Tornielli, svelando particolari finora taciuti. Una svolta radicale, tale da rovesciare la sua vita e quella dei molti che, grazie ai suoi libri, scopriranno o riscopriranno la fede.
Uomo di frontiera fra le "due culture" -ha alavorato a lungo a "La Stampa" e da anni collabora al "Corriere della Sera", ma si è impegnato anche ad "Avvenire" e nel Gruppo di "Famiglia cristiana" - Messri è credente dalla prospettiva cattolica ortodossa e, al contempo, non conformista, alena da ogni clericalismo, integralismo o moralismo di sorta. "Giudico le idee di tutti. Non giudico la vita di alcuno", dice.
In questo libro -che è storia di una vita, ma anche riflessione di grande spessore culturale- si offre, tra l'altro, una replica ai pamphlets attuali che accusano di ignoranza e scarsa intelligenza che abbia ancora il coraggio di dirsi credente. Una confessione ricca di conoscenza, ma anche di esperienza e di grande umanità. Per dirla con Pascal : "Pensavano di trovare un autore. Hanno trovato un uomo".




















