Questo libro, esaltato da alcuni -ed esecrato d'altri- come il "manifesto" che chiudeva la fase tellurica del post-Concilio, è ormai entrato tra i testi di riferimento della storia della Chiesa. Uscito nel 1985, l'anno stesso in cui si apriva il Sinodo per vent'anni dalla fine del Vaticano II, raggiunse in tutto il mondo diffusioni da best-seller. Presentandolo, il portavoce vaticano doveva subito precisare che "non si era lì per discutere dell'intervista di Messori al Cardinal Ratzinger". In effetti, per la prima volta nella storia, un prefetto dell'ex-Sant'Uffizio parlava "a cuore aperto", con lucido e coraggioso realismo, affidando le sue riflessioni sulla fede oggi a un giornalista (lo stesso che, dieci anni dopo, avrebbe raccolto le risposte di Giovanni Paolo II in Varcare la soglia della Speranza). Questo Rapporto sulla fede è ormai un classico: ma è sempre bruciante la sua attualità di punto obbligato di riferimento per comprendere presente e futuro della Cristianità.






























